Castelfiorentino
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Comune di Castelfiorentino Comune di Castelfiorentino

 

Castelfiorentino si trova nel territorio del Circondario Empolese-Valdelsa, situato tra la media Valle dell'Arno e la parte settentrionale della Valle dell'Elsa.
Nel Medioevo questa zona era un "territorio di strada", all'interno del quale il paese sorse in prossimita' dell'incrocio della Via Francigena con la Via Volterrana, diventando il luogo di transito dei pellegrini e dei viandanti che dal Nord Europa andavano a Roma.

Castelfiorentino


Il primo nucleo, il Castelvecchio, fu edificato sulle basi di un antico insediamento di origine romana, chiamato Timignano.
Feudo dei Cadolingi e poi dei Conti Alberti, nel XII secolo fu acquisito dal Vescovo di Firenze e subi' le vicende dei conflitti tra Chiesa ed Impero e tra Siena e Firenze, di cui era avamposto importante. Proprio per questo ottenne la sede del Podesta', il privilegio del Giglio rosso sul gonfalone bianco e l'integrazione del nome, che dal 1149 divenne Castelfiorentino.
Nel 1260, dopo la battaglia di Monteaperti, a Castelfiorentino fu firmata la pace fra Siena e Firenze.

Storia Castelfiorentino


Il paese ha avuto, fin dal XII secolo, una grande rilevanza dal punto di vista politico, economico ed artistico, in virtu' della sua collocazione al confine tra Firenze, Pisa e Siena, citta' che per secoli hanno dominato l'arte in tutte le sue forme espressive. Questo fattore ha influenzato fortemente i gusti e le committenze castellane e ha contribuito alla formazione di un patrimonio artistico che si configura come un vero "unicum" culturale.

Da Vedere

Castello di Coiano

L'esistenza di Coiano e' documentata fin dall'anno Mille, ma e' nel corso del Medioevo che divenne un importante punto di sosta per i pellegrini diretti a Roma lungo la via Francigena. I 300 ettari che circondano la tenuta divennero, grazie all'iniziativa della contessa Carlotta Masetti, dei produttivi vigneti

Castello di Coiano Castelfiorentino

 

certificati anche dal primo premio raggiunto nel 1885 in un concorso indetto dal Ministero dell'Agricoltura fra tutte le aziende vinicole della provincia di Firenze. La proprieta' del castello di Coiano e' passata durante i secoli nelle mani delle nobili famiglie degli Albizi, Pucci, Venturi e Masetti, ognuna delle quali ha provveduto a valorizzare questo grande patrimonio del territorio.

In questi ultimi anni il complesso del Castello e della fattoria di Coiano sono diventati una delle tappe fondamentali nella riscoperta della Valdelsa. L'attivita' principale e' oggi come un tempo concentrata intorno al vino: viene infatti prodotto un Chianti DOCG frutto di una miscela delle migliori varieta' di uva e della felice esposizione dei vigneti. Di notevole pregio e' anche la produzione di olio extravergine d'oliva, testimonianza di un sapere antico tramandato di generazione in generazione. Gli amanti dell'arte e dell'architettura posso inoltre ammirare ed apprezzare l'antica Pieve dei Santi Pietro e Paolo, cosi' come la parte piu' antica della cantina lasciata tutt'oggi intatta. La suggestiva cornice naturale offre in piu' la possibilita' di godere di una suggestiva vista panoramica sulla valle circostante e di apprezzare la quiete della campagna toscana.

Castello di Coiano Castelfiorentino

 


Il Castello di Oliveto

Il Castello di Oliveto, imponente villa fortificata con quattro torrioni merlati, fu costruito nel XV secolo dalla nobile famiglia dei Pucci. Si trova nel cuore delle colline fiorentine, a poco piu' di 30 Km da Firenze e a 50 Km da Siena. E' ben collegato con le zone piu' belle e pittoresche della Toscana.

Castello di Oliveto Castelfiorentino
Castello di Oliveto Castelfiorentino

 


Oltre ai Papi Clemente VII Medici, Paolo III Farnese e Leone X Medici, molti personaggi famosi hanno soggiornato nel castello, come il Granduca di Toscana, Ferdinando IV, il Re Vittorio Emanuele III, alcuni pontefici e piu' recentemente il Generale Clark, comandante della quinta armata americana. Al suo interno conserva, al di la dei rifacimenti causati dai vari passaggi di proprieta' (dai Pucci ai Serristori ai Guicciardini), non poche

sale affrescate nel Settecento con eleganti trompe-l'oeil illusionistici nonche la rinascimentale cappella della Santa Croce. Il castello, tuttora importante centro di produzione agricola
Attualmente il castello presenta arredi quattrocenteschi, oltre ad una pregevole pinacoteca con opere risalenti al XVI secolo. Interessanti sono anche l'antico orologio, la cappella privata, la sala capitolare e la cantina della vicina fattoria che produce un ricercato spumante.

Castello di Oliveto Castelfiorentino


Oggi il castello, importante centro di produzione agricola, offre la possibilita' di organizzare cerimonie, ricevimenti, congressi, banchetti, sessioni fotografiche, gustando i vini locali prodotti nel castello e i piatti tipici della cucina toscana, in un'atmosfera elegante ispirata al medioevo.

 

Villa Di Cambiano

 

Gia agli albori dell'anno 1000 si ha notizia di un edificio fortificato a Camiano, oggi impropriamente Cambiano dal nome di una nobile famiglia che vi dimoro. Fin dall'epoca medievale l'immobile fu di proprieta della Mensa Vescovile di Lucca, insieme alla sovrastante chiesa di San Prospero. Nel 1463 un rappresentante di una delle piu importanti famiglie fiorentine, Bernardo di Giovanni di Domenico Cambi, in un momento di particolare fioritura del commercio acquisi la proprieta del "chastello" di Camiano, come lui stesso lo defini nella denuncia dei suoi beni nel 1469. Bernardo, illustre personaggio

Villa di Cambiano Castelfiorentino

 

dell'ambiente politico e commerciale fiorentino, aveva frequenti contatti con la nobilta veneziana e londinese, oltre alle conoscenze che i suoi numerosi viaggi in Europa gli permettevano di instaurare. Percio una villa elegante e importante ben serviva a rappresentare la propria famiglia di fronte ai prestigiosi ospiti che spesso vi dimoravano. Egli ottenne anche il patronato sulla chiesa di San Prospero, della quale si occupo con donazioni di particolare pregio. Le piu importanti sono oggi custodite nella Pinacoteca di Santa Verdiana e sono una croce dipinta attribuita a Corso di Buono, risalente alla fine del XIII? secolo, e tre tavole che facevano parte di un antico polittico collocato nell'altare della chiesa di Jacopo del Casentino.
Gli eredi di Bernardo mantennero inalterato il rilievo della famiglia e continuarono a curare sia la Villa che la chiesa, sulla quale conservarono il partonato per secoli e che adornarono ed arricchirono durante la loro dimora. Uno dei successori di spicco fu Lorenzo che, fedele alla famiglia Medici, ottenne da Cosimo I diverse cariche pubbliche e importanti incarichi diplomatici. Nel 1526 accompagno l'ambasciatore inglese in Toscana. Nel 1533 condusse Margherita d'Austria fino ai confini della Toscana. Nel 1536 fu con Carlo V e nel 1538 ebbe l'onore di scortare Papa Paolo III. In questo

Villa di Cambiano Castelfiorentino

 

periodo la Villa, ristrutturata secondo i canoni architettonici rinascimentali fiorentini, divenne ancor piu punto di incontro tra personaggi di notevole levatura. Lo stesso Cosimo II si fermo a Cambiano nel 1612 e nel 1618. Il vescovo Incontri, i canonici Antinori e Guerini e il cardinale genovese Giorgio Doria sono solo alcuni degli ospiti dei padroni di casa.
L'assetto definitivo della Villa, quello attuale, si deve ad un altro illustre discendente della famiglia, Niccolo Xaviero, filgio di Rosa del Chastro Chaves e di Bernardo di Lorenzo Cambi, nato a Lione il 17 dicembre 1743. Egli aveva contatti con le piu importanti corti europee e volle dare un carattere ancora piu rappresentativo alla villa attraverso interventi di carattere architettonico e decorativo. In occasione del suo matrimonio con Lucrezia del Conte Capitano Galli Tassi di Prato, celebrato il 30 aprile 1763 e ricordato nella villa dagli stemmi uniti delle due nobili famiglie posti sopra ad un superbo caminetto di marmo bianco, apporto delle modifiche all'impianto cinquecentesco, introducendovi elementi di gusto tipicamente settecentesco, senza tuttavia stravolgere in alcun modo l'impronta rinascimentale. La facciata subi l'intervento piu importante; il proprietario intese conferirle un carattere di sicura e immediata imponenza, che potesse evocare la suggestione di un impianto monumentale e grandioso a chiunque si fosse trovato a passare di fronte alla villa. A tal fine furono concepiti anche l'accesso dell'antica via Francigena e il parco, con un viale centrale che conduce direttamente alla via maestra, incrociando un reticolato di linee perpendicolari che si intersecano tra loro nella scalata del pendio. Tutto cio nel rispetto della piu rigorosa simmetria, mossa sapientemente dal gioco della scalinata con balbone che enfatizza l'imponenza della struttura. Anche l'interno della Villa venne

Villa di Cambiano Castelfiorentino

 

riconcepito per testimoniare al visitatore il prestigio degli illustri ospiti: dalle quadrature di stampo neoclassico alle suggestive rappresentazioni paesaggistiche di gusto squisitamente settecentesco, fino a giungere all'attico. Qui e stato predisposto un apposito spazio per la pinacoteca privata. Nel lungo corridoio si susseguono partiture a stucco affrescate secondo una sequenza ritmica con una serie di proverbi, secondo l'influenza francese del primo ottocento. La suggestione di questo splendido edificio e rimasta inalterata attraverso i secoli, e ancora oggi, passeggiando nel parco o negli splendidi corridoi, si puo sentire l'atmosfera opulenta di Firenze nel suo periodo di massimo splendore, quando fiorivano le arti e proliferavano i commerci; allo stesso modo si puo udire l'eco dei passi e il fruscio delle vesti di uomini che hanno deciso gli eventi, ed immaginare che non vi sia nessuna linea di confine tra passato e presente.

 

Le altre Ville

Il territorio comunale di Castelfiorentino, oltre ad un ricco patrimonio artistico, annovera al suo interno un gruppo di ville signorili di notevole risalto

monumentale edificate nel tardo medioevo da alcune delle maggiori famiglie fiorentine, detentrici all'epoca di buona parte delle aree agricole.

Castello Oliveto Castelfiorentino

 

Tra queste:

 

Villa di Cabbiavoli:

Villa cinquecentesca, edificata su di un fortilizio medievale del quale possono scorgersi ancora alcuni resti. E' affiancata da una preesistente torre medioevale. Nell'adiacente oratorio di San Bartolomeo sono conservate varie iscrizioni storiche ed una tela raffigurante la Deposizione della Croce.
Villa di Meleto:

Acquistata dalla famiglia Ridolfi nel XVI sec. e' circondata da un bellissimo giardino all'italiana costellato di statue disposte lungo viali regolari. La villa fu dimora di Cosimo Ridolfi, i cui interessi naturalistici sono richiamati dai bianchi pavoni e dai reperti mummificati di
Villa di Meleto Castelfiorentino
piante e frutti che popolano il parco.In essa inoltre istitui' la prima scuola agraria italiana che duro' fino al 1843.
Villa di Montorsoli
La villa, oggi di proprieta' privata, fu da prima appartenente ai Tempi che la possedettero fino alla loro estinzione. Successivamente passo' ai Banti e ai Soldani. L'edificio principale e' decorato in pietra e si apre su uno stupendo giardino all'italiana. Interessante la presenza della cappella in stile rococo' con al suo fianco un secondo giardino.

Villa di Mellicciano
Nasce come struttura fortificata per il controllo militare del territorio e alla gestione agricola dei poderi circostanti. Oggi la villa appare come una dimora signorile nella campagna toscana e le proprieta' difensive sono ormai andate perdute in seguito a varie trasformazioni. La presenza di una cappella gentilizia di fronte alla residenza impreziosisce l'ambiente. La villa e' circondata da un bosco di cipressi.
Villa di Mellicciano Castelfiorentino


Villa di Granaiolo
La costruzione della Villa si deve alla famiglia dei Pucci, che ancora la possiedono, i quali fecero costruire oltre alla villa il mulino sull'Elsa nel 1808 ma che fu distrutto da una piena all'inizio del '900. Vasta e' la tenuta attorno al corpo centrale. Cornici in pietra serena e bordano le aperture della villa, e un bell'orologio e' situato sulla facciata. Annessa alla struttura si trova una cappella con al suo interno un bel ciborio in pietra del 1457.

Raccolta comunale d'arte: gli affreschi e le sinopie di Benozzo Gozzoli

L'apprendistato di Benozzo di Lese (il cognome Gozzoli, con cui l'artista e' universalmente noto, gli e' stato assegnato dal Vasari) si svolse nella bottega del Ghiberti. Il suo vero maestro fu pero' Beato Angelico, col quale collaboro' a Roma (1447) e ad Orvieto. Vasta e diramata l'attivita' di Gozzoli in

Villa di Granaiolo Castelfiorentino

 

Valdelsa, a Castelfiorentino affresco ben due tabernacoli monumentali per iniziativa di un unico committente, Ser Grazia di Francesco, priore di Santa Maria a Castelnuovo d'Elsa.
Il Tabernacolo della Madonna della Tosse a Castelnuovo (1484), dedicato alla Santa Vergine, presenta al centro della volta a crociera i quattro Evangelisti e Cristo benedicente in chiave di volta; la Dormitio Virginis alla parete sinistra e l'Assunzione, con la consegna della sacra cintola a San Tommaso, alla parete destra.

Villa di Granaiolo Castelfiorentino


Il Tabernacolo detto "della Visitazione" (1490), costruito sull'importante via Volterrana a Castelfiorentino, presenta alcuni episodi della vita della Vergine. Sono autentici capolavori di grafica le sinopie, autografe di Benozzo, venute alla luce nello stacco del 1965.
I due cicli di affreschi e le relative sinopie, staccate e restaurate nel 1970, si trovano ora nel Centro Culturale Comunale di Castelfiorentino.

Villa di Granaiolo Castelfiorentino

 

 

Il museo di S. Verdiana

 

Come nasce
Il Museo di Santa Verdiana nasce da una convenzione tra il Comune e il Vicariato Foraneo di Castelfiorentino, con la collaborazione della Curia Arcivescovile di Firenze, la Regione Toscana, la Provincia di Firenze, la Soprintendenza per i beni artistici e storici, la Cassa di Risparmio di Firenze e la Cassa di Risparmio di San Miniato.
Museo di Santa Verdiana Castelfiorentino


Il nome che e' stato scelto, "Museo di Santa Verdiana", vuole segnalare lo stretto legame tra il Museo, il Santuario e la Santa, simbolo della realta' territoriale di Castelfiorentino.
Dove si trova
Sede del museo e' un'antica struttura rustica, detta il Casalone, adiacente al Santuario di Santa Verdiana.
La specificita' del Museo di Castelfiorentino rispetto agli altri musei del territorio e' proprio lo stretto rapporto tra il Museo e il Santuario; infatti, accanto a opere provenienti da chiese di campagna, sono ospitati nel Museo anche dipinti e arredi che fanno parte del patrimonio del Santuario.
Descrizione

Museo di Santa Verdiana Castelfiorentino


La peculiarita' degli oggetti ha indotto all'esposizione delle opere in sezioni speciali, garantendo ai manufatti piu' delicati, quali i codici e i tessuti, una conservazione piu' corretta.
Simbolo del Museo e' la tavola cuspidata a fondo oro rappresentante Santa Verdiana, l'esempio piu' antico dell'iconografia della Santa, che introduce alla PRIMA SEZIONE del Museo, collocata nel corridoio adiacente al Santuario e dedicata ai dipinti piu antichi. Qui sono esposti una Croce dipinta da Corso di Buono (proveniente dalla chiesa di San Prospero a Cambiano), le opere di Taddeo Gaddi (tra cui la Madonna col Bambino, precoce e intelligente interpretazione della Madonna di Ognissanti di Giotto) e i laterali di un polittico di Jacopo del Casentino (raffiguranti Santa Caterina, Sant'Andrea e San Giovanni Evangelista).
La SEZIONE DEI CODICI MINIATI ospita importanti esemplari databili dal secolo XIII al secolo XVI, tra i quali alcuni codici trecenteschi che presentano miniature eseguite da un anonimo artista battezzato come Maestro delle Effigi Domenicane.
Nella parte centrale di fondo domina l'opera piu' preziosa del Museo, la Madonna col Bambino attribuita a Cimabue.

Museo di Santa Verdiana Castelfiorentino

Nella prima parte del SALONE CENTRALE, al quale si accede dal corridoio, e collocata la sezione delle sculture, con veri e propri capolavori (come il gruppo ligneo trecentesco dell'Annunciazione di Mariano d'Agnolo Romanelli e la cinquecentesca Madonna col Bambino della chiesa di Santa Maria a Petrazzi); il resto della sala e dedicato alla pittura fiorentina dagli ultimi anni del Trecento fino al Cinquecento, con tipici prodotti delle botteghe tardo -gotiche.
Una PICCOLA SALA ATTIGUA raccoglie interessanti parametri e arredi liturgici di varie epoche e di differenti tessuti (velluti, broccati, lampassi), con motivi "a pizzo" e "bizzarre". Nello stesso ambiente, in una grande vetrina-armadio, sono esposti gli esemplari piu' importanti di argenteria, come i candelieri di Bernardo Holzman, orafo granducale.
Il PIANO SUPERIORE, ornato da tele e tavole di epoca piu' tarda (dalla fine del Cinquecento al Settecento), e dedicato alle argenterie. Accanto a importanti Croci astili tre-quattrocentesche provenienti da chiese dismesse, sono riuniti calici, candelieri e ostensori commissionati da famiglie nobili e possidenti; questi committenti donarono poi le opere alla santa, arricchendo il suo Santuario di un patrimonio storico-artistico di notevole interesse e diffondendo il culto di Santa Verdiana a Firenze.
Orario di apertura: sabato ore 16-19, domenica ore 10-12 e ore 16-19; mercoledi' l'apertura e' riservata alle scuole, previo appuntamento da prendersi contattando la Propositura.

 

Monumento alle Fiascaie

Di recente costruzione, opera del maestro Salvatore Cipolla, e' stato inaugurato l'8 marzo 2005. Situato nell'omonima piazza, rappresenta un omaggio della comunita' di Castelfiorentino ad uno dei simboli della sua storia politica, sociale, economica degli ultimi 100 e piu' anni. L'impagliatura a domicilio dei fiaschi e' stata sino dalla fine dell'800 una delle attivita' piu' importanti nell'economia di Castelfiorentino ma soprattutto nel panorama del lavoro femminile.

monumento alle fiascaie castelfiorentino

 

Il mestiere di rivestitrice di fiaschi si tramandava di madre in figlia ed era retribuito con salari bassissimi, ma costituiva pur sempre una necessaria ed indispensabile integrazione dello stipendio del marito. In questa ottica il monumento rappresenta l'attivita' delle lotte salariali che, dalla fine dell'800, le fiascaie hanno portato avanti per rivendicare i loro diritti.

Il San Carlo ritrovato

L'oratorio S. Carlo ( situato in prossimita' dell'angolo tra le vie A. Testaferrata e corso G. Matteotti) fu edificato nel 1616 da un gruppo di giovani ragazze castellane che si associarono per studiare la dottrina cristiana e raccolsero offerte per avere una loro sede. L'oratorio fu dedicato al vescovo milanese S. Carlo che riformo' i costumi e rinsaldo' dottrinalmente i fedeli nella seconda meta' del '500. La diocesi ambrosiana ebbe in lui un promotore di nuova evangelizzazione: uni' l'istruzione dogmatica alle antiche Confraternite penitenziali, contrappose nuove e feconde aggregazioni laicali che

oratorio san carlo castelfiorentino

catalizzarono la parte migliore e riformatrice della societa' del tempo.Il primitivo edificio costruito nel XVII secolo fu demolito e ricostruito nel 1885. In seguito a una importante opera di restauro durato alcuni anni oggi e' possibile ammirare l'oratorio riportato agli antichi splendori. Oggi il locale e' stato adibito a sala mostre e conferenze, destinazione non in contraddizione con la vocazione pubblica originaria.

 

Santuario di Santa Verdiana

Santa Verdiana e' la patrona di Castelfiorentino, che viene festeggiata il 1 febbraio. La chiesa sorge sul luogo dell'antico oratorio di Sant'Antonio Abate (sec. XIII) presso il quale Santa Verdiana si ritiro' in reclusione eremitica per 34 anni.
Questo nucleo e' tutto'ora visibile al di sotto dell'attuale edificio ed e' chiamato "la cellina".
santuario santa verdiana castelfiorentino

Sopra questa originaria struttura fu costruito il Santuario alcuni decenni dopo la morte della Santa (1236 circa). L'antica chiesa era a tre navate con occhio in facciata e soffitto a capriate, finestre a sesto acuto, arco della tribuna e con un unico altare dove era collocata la tavola raffigurante "Santa Verdiana fra le serpi" ora esposta nel museo attiguo. Successivamente alla navata unica vennero in seguito aggiunte due navate laterali con archi sorretti da colonne e venne aggiunto anche il coro. La chiesa, frutto di tante ristrutturazioni e ingrandimenti, assunse l'aspetto odierno dopo la trasformazione eseguita agli inizi del '700. La chiesa costituisce un prezioso ed unitario esempio dell'architettura e della decorazione fiorentina barocca, di cui esitono solo pochi esempi in Toscana (uno e' la chiesa gemella di Sant'Jacopo a Firenze, realizzata nello stesso periodo).
santuario santa verdiana castelfiorentino

E' una struttura di grande sobrieta' ed eleganza, dove predominano ricercatezze lineari e luministiche, sottolineate dalla bicromia bianco-oro degli stucchi. Pregevole e la decorazione pittorica della cupola del coro, della volta centrale e delle cupolette laterali.
Le pitture murali del santuario, eseguite fra il 1708 e il 1717, rappresentano uno degli episodi di maggior importanza in edifici ecclesiastici della Toscana. La facciata barocca a due ordini fu realizzata da Bernardo Fallani nel 1778. Di grande spessore anche l'altare maggiore ideato da Giuseppe Baratta in stile rocaille.
Alzando lo sguardo verso la volta maggiore vediamo "Santa Verdiana accolta nella gloria del Paradiso" affrescata nel 1708 da Alessandro Gherardini, Rinaldo Botti e Lorenzo del Moro. I dipinti della cupola, della tribuna e delle volticciole delle navate minori forono eseguiti nel 1716 da un gruppo di artisti: Camillo Sagrestani, Matteo Bonechi, Giuseppe Moriani, Ranieri del Pace, Niccolo' Lapi, Antonio Puglieschi e Agostino Veracini.

L' ORARIO DI APERTURA al pubblico coincide con quello delle celebrazioni liturgiche.

 

santuario santa verdiana castelfiorentino


Chiesa di San Francesco

 

Chiusa da quasi quarant'anni, precisamente dall'alluvione del 1966, la possiamo di nuovo ammirare dall'ottobre 2005, dopo un lungo restauro durato 3 anni e finanziato dalla Banca di Credito Cooperativo di Cambiano, e dal Comune che ha realizzato il nuovo impianto di illuminazione esterna e altri lavori di riqualificazione dell'area.
La Chiesa e' un notevole esempio di architettura francescana del XIV secolo. La facciata conserva ancora antichi stemmi di famiglie locali, mentre il suo interno fu modificato nel '600; sempre all' interno, un'antica navata, con soffitto in travature.
La Chiesa e' stata rifatta da cima a fondo: dal consolidamento strutturale dell'edificio agli impianti, dal restauro degli arredi utilizzati per le celebrazioni liturgiche alle numerose opere d'arte che erano presenti all'interno.
chiesa di san francesco castelfiorentino
Il restauro ha interessato gli affreschi di Giovanni del Biondo, risalenti al XIV secolo, che nel 1957 erano stati staccati dal restauratore Giuseppe Rosi e condotti a Firenze alla Soprintendenza. Affreschi che rappresentano scene della vita di San Francesco, il Martirio di San Paolo e la Crocifissione di San Pietro.
E' stata inoltre riportata la tavola di Taddeo Gaddi, il piu' fedele collaboratore di Giotto, raffigurante la Madonna in trono, da molti considerata una delle sue prime opere autonome. Un'opera importante, che finora si trovava al Museo di Santa Verdiana e che ora possiamo ammirare sul lato sinistro, subito dopo aver varcato l'ingresso della Chiesa.

E' stato poi restaurato tutto il ciclo settecentesco degli affreschi che - a partire dalla parete centrale del coro - furono realizzati dal pittore fiorentino Agostino Veracini e dal quadraturista Pietro Anderlini. Sono state restaurate infine le opere di Cennidi Francesco come la Trinita', unitamente ai grandi quadri degli altari laterali. Sull'esterno la Chiesa, realizzata interamente in cotto come quelle che l'hanno preceduta (Pieve di Sant' Ippolito e Collegiata di San Lorenzo) ha un impianto in stile gotico e presenta sulla facciata alcuni stemmi delle piu' importanti famiglie castellane come gli Albertini, gli Attavanti (dai quali discende anche Santa Verdiana), i Becci, i Benvenuti.

Pieve dei Santi Ippoliti e Nievo

La Pieve dei Santi Ippolito e Biagio e' posta sulla sommita' della collina che domina Castelfiorentino all'incrocio della Via Volterrana nord con il percorso di fondovalle della Via Francigena. Fu edificata nel 1195, come risulta dalla data impressa nell'archivolto della porta laterale. La chiesa fu trasformata in epoca barocca ed e' stata riportata alle forme primitive, anche se con notevoli integrazioni, con il restauro del 1936. L'edificio, in laterizio graffito e spigato, e' costituito da un'unica navata con abside semicircolare e copertura lignea. La costruzione rispetta uno schema spesso rintracciabile nelle chiese della Valdelsa. Al centro si apre un portale con architrave in pietra arenaria scolpita e poggiante su mensole che fungono da capitelli di due semicolonne laterizie, su una delle quali sono incisi motivi zoomorfi di possibile significato liturgico.

pieve dei santi ippoliti e nievo castelfiorentino

Sopra le mensole si trova un arco in cotto e una lunetta che racchiude un affresco. Il portale e' sovrastato da una bifora che da' luce all'interno. Sotto la cuspide della facciata sono inseriti sei piatti in ceramica, di provenienza orientale, che presentano una decorazione geometrica e vegetale in giallo-oro su fondo turchese o bianco. Il campanile a vela e' ubicato sul lato sinistro della chiesa e conserva ancora tre antiche campane (una del 1253). All'interno la Pieve e costituita da un ampio spazio interrotto da tre gradini che sopraelevano il vasto presbiterio. L'ambiente e' sufficientemente illuminato da una serie di monofore ai lati dell'abside. La copertura del tetto a falde e' sostenuta da sette capriate che poggiano sulle pareti in mattoni riportati a vista. Su uno di questi, nella zona absidale, e' incisa la data MCCIIII.

pieve dei santi ippoliti e nievo castelfiorentino

Sul colmo dell'abside e' collocato un crocifisso ligneo di provenienza lucchese del sec. XIV. Sul retro della chiesa si nota ancora un lungo tratto della prima cerchia di mura medievali con i resti di due torri, a suo tempo restaurate da Cosimo I dei Medici negli anni 1538 e 1545.

OPERE PRESENTI NELLA CHIESA

- Fonte battesimale posto entro una nicchia lungo la navata sinistra in pietra serena scolpita, eseguito da maestranze toscane (1936).
- Pittore ignoto di scuola fiorentina, San Pier Martire (1429): affresco (53x142) posto sul lato sinistro della nicchia del fonte battesimale. Nell'affresco e' raffigurato il Santo domenicano con i suoi tradizionali attributi: il libro, la palma e lo strumento del martirio.
- Pittore ignoto di scuola fiorentina, Cristo in pieta (1429): affresco (53x142) posto entro una nicchia lungo la navata sinistra, di cui occupa la parte centrale. Nell'affresco e' rappresentato Cristo che emerge da un sarcofago, mostrando le stigmate ed il costato ferito; in prospettiva si vedono gli

strumenti della passione.
- Pittore ignoto di scuola fiorentina, Sant'Ippolito (1428): affresco (53x142) posto sul lato destro della nicchia del fronte battesimale. Nell'affresco e' dipinto il Santo di aspetto giovanile. Egli indossa una veste rossa con profilature e risvolti bianchi e impugna una spada con il fodero decorato e l'elsa dorata.

La Pieve e' attualmente in restauro e pertanto non visitabile.

 

Chiesa dei Santi Lorenzo e Barbara a Castelnuovo d'Elsa

La chiesa, che si trova in localita' Castelnuovo d'Elsa, fu costruita interamente a mattoni nel 1300. All'interno si trova un affresco a forma di arazzo, che rappresenta la Crocefissione alla presenza dei Dolenti e di Maria Maddalena. Questo affresco e' stato attribuito a Paolo Schiavo, pittore fiorentino e collaboratore di Masolino. Sull'altare maggiore e' posta una tavola raffigurante la Madonna in trono con Bambino con ai lati i Santi Lorenzo, Barbara, Gregorio Magno e Jacopo Apostolo che richiama alla forme di Alessandro Baldovinetti.

 

Pieve dei Santi Pietro e Paolo a Coiano

E' una costruzione romanica in pietra arenaria e laterizio che si trova in localita' Coiano. L'uso dei due diversi materiali segnala due distinte fasi di costruzione, dovute forse ad un crollo della struttura.

pieve dei santi pietro e paolo a coiano castelfiorentino


Il fonte battesimale e l'altare laterale, in gesso e calce, risalgono al 1600 e sono le ultime opere di genere barocco rimaste nella chiesa.

 

Insigne Collegiata dei Santi Lorenzo e Leonardo

 

La chiesa dei Santi Lorenzo e Leonardo fu edificata nel sec. XIII-XIV nel centro dell'antico castello ed era l'oratorio del Comune.
Nel 1502 fu donata ai canonici di Sant'Ippolito, come ricorda la lapide sul portale di ingresso. Nel 1700, per opera dell'architetto castellano Bernardino Ciurini, fu ampliata nella parte absidale, ma nonostante questo intervento ed i restauri successivi, l'edificio conserva ancora nell'esterno tracce di stile lombardo. Dal punto di vista stilistico la chiesa e simile alle altre costruzioni in laterizio della zona ed ha la facciata incorniciata da forti lesene con la bifora sovrapposta al portale risaltato. Il portale e identico a quello della vicina Pieve dei Santi Ippolito e Biagio ed ha la ghiera formata da cotti stampati con un motivo a lisca. Le pareti laterali dell'edificio sono scandite da una serie di lesene che si elevano da un alto zoccolo e alla sommita si collegano ad una serie di piccoli archetti pensili sostenuti da mensole scolpite e sottoposte ad un fregio di mattoni disposti a lisca. Sul fianco destro si trova l'unica porta laterale

insigne collegiata casltelfiorentino

della chiesa primitiva, sovrastata da una croce realizzata in laterizio circondata da mattoni disposti a triangolo. L'originale coronamento delle pareti perimetrali manca in alcuni tratti a causa di un rifacimento che riguardo parte delle fiancate. Le finestre che si aprono sulle pareti laterali hanno sostituito le aperture originali delle quali resta solo una finestra sul fianco destro. Il campanile si trova sul lato destro della chiesa ed ha la struttura a torre a due ripiani con cella campanaria coperta a tegole con terrazzino a tre campane. La costruzione esistente ha sostituito l'originale campanile a vela che fu demolito nel 1692. La cupola fu progettata dall'architetto Bernardino Ciurini e fu edificata in occasione del prolungamento del coro realizzato nel XVIII secolo.

CURIOSITA'

Originariamente la chiesa era consacrata solo a San Leonardo, fino a che il 10 agosto 1313 (giorno di San Lorenzo) i castellani riuscirono a respingere l'attacco dell'esercito di Arrigo VII. Cosi, per ricordare questo incredibile evento, la chiesa fu dedicata anche a San Lorenzo.

OPERE PRESENTI NELLA CHIESA

- Giovanni Pisano, Crocifisso (sec. XIV): scultura posta sull'altare maggiore. Il Cristo scolpito a tutto tondo e cinto da un ampio perizoma decorato con motivi vegetali. Il restauro, effettuato nel 1995, ha messo in luce la coloritura del carnato e del perizoma.
- Annibale Gatti, Esequie di Santa Verdiana (1870): olio su tela (438x347). Nella tela e raffigurata Santa Verdiana composta sul cataletto durante le esequie. In primo piano si notano due alti dignitari e una giovane donna intenta a leggere orazioni. Sullo sfondo c'e una croce lignea intorno alla quale ci sono molte persone che da un matroneo osservano la scena.
- Annibale Gatti, Gloria di Santa Verdiana (1862): olio su tela (438x347). Nella tela e rappresentata la glorificazione di Santa Verdiana. Ai lati vi sono due angeli: quello di destra tiene in mano una cetra, quello di sinistra una corona. In basso i santi patroni di Castelfiorentino: Sant'Ippolito, San Biagio, San Lorenzo e San Donato vescovo. Da notare al centro il paesaggio di Castelfiorentino.
- Annibale Gatti, Clemente VII in preghiera davanti all'altare dove e conservato il corpo di Santa Verdiana (1881): olio su tela (438x347). La tela ricorda la visita di Clemente VII alla chiesa di Santa Verdiana, avvenuta il 20 settembre 1553. Il Pontefice e raffigurato in ginocchio davanti all'urna delle reliquie. Si evidenzia la grande capacita di rendere palpabili le stoffe e di ricostruire l'ambiente.
- Stalli del coro in legno di noce eseguiti da artigiani toscani (sec. XVII). Gli stalli hanno i braccioli a forma di volute decorate con motivi embricati; formelle rettangolari incorniciate intervallate da lesene con capitelli scanalati e sovrastate da motivi alternati di festoni e palme incrociate.
- Giovan Camillo Sagrestani e aiuti, Sei storie e miracoli di Santa Verdiana. Queste sei tavole ovali sono databili intorno al 1711, quando a seguito di una profonda ristrutturazione barocca la chiesa venne inaugurata. Nonostante il copioso intervento di aiuti si puo ammirare l'elegante impianto delle figure unito all'uso di colori morbidi e ad un delicato senso atmosferico.
- Espositori dei reliquiari: nei secoli i canonici hanno raccolto una ricchissima collezione di reliquiari, per lo piu doni granducali e vescovili, che sono conservati negli altari laterali e a fianco dell'altare maggiore.

Fonte Comune di Castelfiorentino

 

 

 

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