Rignano Sull' Arno
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Comune di Rignano sull'Arno Comune di Rignano sull'''''''' Arno

 

 

La storia
Forse insediamento di origine romana, come proverebbe l’etimo del toponimo, Rignano viene ricordato per la prima volta in un documento del 1066.
Nei pressi della pieve di San Leolino dovette, nei primi decenni dopo il Mille, svilupparsi un castello sul quale verso la fine del XII secolo vantavano dei diritti (confermati nel 1191 dall’imperatore Arrigo VI) le monache di Sant’Ellero e successivamente i monaci di Vallombrosa.
Nei documenti della prima metà del XIV secolo l’antico insediamento risulta già degradato a "castellare", ma si stava contemporaneamente sviluppando un nuovo borghetto vicino al ponte sull’Arno fatto edificare dalla repubblica fiorentina proprio in quegli anni. Le scarse notizie superstiti sulle vicende storiche del comune sono spesso connesse a questo ponte, frequentemente travolto dalle piene dell’Arno e sempre fatto ricostruire (nel 1422, nel 1459, nei secoli XVII e XVIII).
Nel frattempo il territorio circostante, giovandosi della relativa vicinanza con Firenze e della fertilità e amenità del luogo, era divenuto sede di numerose "ville" di possidenti fiorentini.
Con il regolamento granducale del 1773, Rignano diviene una delle settanta comunità del contado fiorentino e gli sono annesse tredici parrocchie prima appartenenti alla giurisdizione di Pontassieve.
Tra i suoi celebri figli Rignano annovera il letterato umanista Vespasiano da Bisticci (1421-1489) e il pittore Ardengo Soffici (1879-1964).

L’economia
Le risorse economiche del passato erano essenzialmente incentrate sull’agricoltura(vino, olio, frutta).
Notevole è stato dal Medioevo in poi l’insediamento di vari opifici lungo il corso dell’Arno, particolarmente nella zona in prossimità del ponte, e dei suoi affluenti.
Ancora oggi l’olivo e la vite costituiscono le risorse agricole principali di Rignano.
Accanto a queste devono essere ricordate numerose imprese industriali soprattutto nel settore edile: cementifici, manifatture del cotto, fabbriche di laterizi, lavorazione di materie plastiche; vi è inoltre una fabbrica di moto e una sua importanza ha il settore delle confezioni.

Da Vedere

VILLA DI TORRE A CONA

La villa, costruita su una preesistente torre medievale, appartenne fino al 1848 alla famiglia Rinuccini; in seguito passò ai marchesi Trivulzio di Milano, che nel 1882 la vendettero al barone Padoa. L''edificio di enormi dimensioni, posto in posizione rialzata rispetto al terreno circostante, è raccordato al viale d''ingresso mediante due terrazzamenti collegati da una scala a doppia rampa. Il parco, che si estende sul lato sinistro della villa mantenendo inalterato il suo aspetto originario, fu realizzato verso la fine del XVII secolo e i primi del XVIII secolo. Caratteristica del parco è la geometrica forma a losanga, dal cui centro si irradiano viali che vanno verso i vertici ed il centro dei lati. In questi punti sono collocate statue mitologiche e allegoriche, opera di Giuseppe Cantini, realizzate in laterizio e muratura e ricoperte in stucco. Due esemplari di cedro dell''Atlantico fanno bella mostra di sé nello spazio di fronte alla villa; queste sono le due uniche essenze non autoctone presenti, infatti il parco è composto prevalentemente da imponenti cipressi, lecci e qualche esemplare di roverella.
La Pieve di S. Leolino a Rignano

Pieve di San Leolino a Rignano

Si tratta di un edificio dalle origini molto antiche.  Innanzitutto ne è indice la dedicazione a San Leolino, Vescovo e Martire. Alcuni pensano che San Leolino fosse un vescovo padovano vissuto nel nono o decimo secolo e che il suo culto possa essere stato introdotto in Toscana dai Conti Guidi, potenti feudatari originari della Romagna, quando presero possesso del Casentino e di parte del Valdarno fiorentino. Difatti, presso alcuni castelli di loro possesso, sorgono altrettante chiese dedicate a questo santo al quale i conti erano evidentemente molto devoti.

Pieve di San Leolino a Rignano

 

Più probabilmente il culto di San Leolino è molto più antico in quanto si suppone che le origini di questo santo siano, non padovane, ma toscane e collocabili nel terzo o quarto secolo dell’era cristiana o nella Val di Sieve o in Valdarno, in una piccola località di nome Sereto, presso Montegonzi. Questo fatto giustificherebbe ancora di più la presenza di ben cinque chiese dedicate al culto di San Leolino in un’area piuttosto ristretta e omogenea: San Lorino in Monti nell’alta Val di Sieve; San Leolino a Rignano Sull’Arno nel Valdarno fiorentino; San Leolino a Panzano nel Chianti; San Leolino in Val D’Ambra e San Leolino in conio nella Val d’Elsa.

San leonino A Rignano

La Pieve di San Leolino a Rignano Sull’Arno viene ricordata per la prima volta nel febbraio 1066, in un Atto di Donazione sottoscritto da Donna Gisla, vedova di Azzo di Pagano, al monastero di San Pier Maggiore di Firenze da lei fondato. La Pieve è di nuovo rammentata nel 1103 dal pontefice Pasquale II in una bolla al vescovo Giovanni di Fiesole. La chiesa era quindi sorta, con ogni probabilità, tra il X e l''inizio dell'' XI secolo.

San leonino A Rignano

 

Dal Decimario Vaticano del 1274, il più antico che si conosca, risulta che dalla pieve rignanese dipendevano ben nove chiese parrocchiali e che il suo piviere era uno dei 36 della Diocesi di Fiesole. San Leolino godeva del privilegio del Fonte Battesimale e dell''onore di chiesa matrice. Dalla chiesa di San Leolino dipendeva il popolo di Rignano che ben presto si organizzò, all''alba della civiltà comunale urbana, in un comune rurale. 
Al suo interno vennero anche rogati, di quando in quando, atti notarili; funzionava, se vogliamo, come un Palazzo civico o del Popolo. La Villa di Antica

 

Il Castello

Castello di Rignano

 

Il sito Situato sulla sommità di una collina, ad una altitudine di poco superiore ai 400 m., il castello di Antica è stato trasformato in villa con annessa fattoria. Poche sono le testimonianze medievali superstiti e tra queste la più cospicua è costituita dalle strutture della chiesa di S. Andrea, che diede il nome ad uno dei popoli della lega di Rignano e che è attualmente adibita a deposito di attrezzi agricoli.

La storia Il nome della località è probabilmente l’abbreviazione del più remoto toponimo di Agia Antica contratto poi in Ientica, attestato nelle seconda metà del secolo XI in due pergamene provenienti dal soppresso monastero di San Pier Maggiore di Firenze, a favore del quale venne effettuata una cospicua donazione di beni, compresa una corte con castello e chiesa ad Antica, da una tal Gisla di Rodolfo (1073 novembre 27, 1085 dicembre 5). La formulazione dei citati documenti farebbe peraltro supporre che a quell’epoca Antica fosse soltanto un villaggio compreso nel distretto del vicino castello di Perticaia (curte et castello in loco qui dicitur Perticaria et Agia Antica vocatur); l’ipotesi sembra confermata da un documento anteriore della medesima provenienza (1066 febbraio 27) in cui sotto il vocabolo di Perticaria si elenca, oltre la vecchia parrocchiale di San Pietro anche la chiesa di S. Andrea di Antica. Dalla metà del XII secolo sono attestati possessi del monastero di Vallombrosa nel distretto di Antica e Perticaia. Nel XIII secolo la famiglia fiorentina dei Malespini possedeva nel castello di Antica un palazzo ed una casa che vennero danneggiati dai Ghibellini dopo la battaglia di Montaperti.

 

La chiesa di S. Cristoforo a Perticaia

Storia Della chiesa di San Cristoforo in Perticaia si fa menzione per la prima volta in un atto notarile del 1037 relativo alla donazione da parte del chierico Alberto degli oratori di San Cristoforo e di San Martino ad un certo Grimualdo.

San Cristoforo a Pertificara Rignano sull'' Arno

 

Nella zona di Perticaia erano sorti diversi castelli medievali abitati da feudatari di parte guelfa, che poi persero tutti i loro beni dopo la vittoria dei ghibellini nella battaglia di Montaperti del 1260, ed anche un ospedale chiamato Santa Maria al Boscho che dava ospitalità a pellegrini, viandanti e mercanti, che risulta ancora in essere nella seconda metà del ‘400, da un inventario del 1466.  Dalla visita pastorale del 1436 condotta nel piviere di Rignano, la chiesa di San Cristoforo risulta una delle 11 suffraganee della pieve di San Leolino , mentre da un inventario del 1564, successivo alla visita pastorale condotta nel piviere rignanese dal vescovo fiesolano Braccio Martelli nel 1532,in seguito alla quale a San Cristoforo furono unite anche la chiesa di San Piero e Santa Maria a Novoli, essa appare ricca, ben arredata e sede della compagnia del Corpus Domini.  Nel 1899, per iniziativa del vescovo fiesolano David Cammilli (1893-1909), anche San Cristoforo divenne pieve a tutti gli effetti; ai primi del ‘900 essa era una delle chiese più importanti del territorio rignanese, contando un numero di circa 2000 fedeli, espressione delle numerose famiglie contadine che a quel tempo popolavano la campagna. Il castello di Volognano Sito Volognano è posto sulla cresta di una delle ultime colline che dal Poggio di Firenze degradano sull’Arno, quasi di fronte alla confluenza della Sieve.
L’agglomerato è addossato alla chiesa di San Michele ed ai resti del castello da tempo trasformato in villa.

San Cristoforo a Pertificara Rignano sull'' Arno Un bel portale duecentesco murato 
nella facciata ...

 

Storia Secondo il Lami la località avrebbe avuto origine da uno stanziamento della famiglia Volumnia. Più probabile ci sembra però l’ipotesi del Pieri che il toponimo sia un derivato dal personale latino Volumnius. Resti di una costruzione del periodo romano repubblicano sono stati rilevati a podere Bertinga, sulla pendice ovest del castello: si tratta delle fondamenta di un muro – dello spessore di 60 cm – in opus coementicium, affiorate durante i lavori agricoli, mentre sulla superficie del terreno furono rilevati detriti di laterizio e di ceramiche del periodo classico, pezzi di anfore e colaticci di piombo.  Nelle carte d’archivio la località è ricordata per la prima volta nel 1214 in documenti riguardanti la chiesa di San Michele a Volognano, mentre il castello lo troviamo nominato in una carta del monastero di Vallombrosa del 1220 ed in un atto del 1299 stipulato in castro de Volognano.  Durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini, essendo i Da Quona da Volognano coinvolti nell’incendio doloso del centro di Firenze, il governo guelfo fece occupare e disfare il castello di Volognano, incamerandone i beni, all’anno 1304. Venne smantellata la struttura difensiva ed il castello in parte, probabilmente quella appartenuta ai sostenitori di parte ghibellina, allienato. E’ stato a lungo la residenza della famiglia da Quona, signori del castello omonimo sopra a Remole, dopo la distruzione dello stesso da parte dei fiorentini (1143). Stabiliti a Volognano ne adottano il nome per distinguersi da altri rami della famiglia.


Fonte Storia e Cultura

Fonte Comune di Rignano

Fonte Associazione Amici di Rignano

 

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