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Giardino di San Marco  - Firenze

Giardino di San Marco

Il giardino di San Marco è un ex-giardino di Firenze , situato tra le attuali via Cavour e via San Gallo , grosso modo tra i siti del Casino Mediceo e Palazzo Socci .

Il giardino è celebre perché qui Lorenzo il Magnifico allestì una sorta di prima Accademia d'arte d' Europa , dove i giovani talenti nel campo delle arti potevano studiare le opere e le tecniche artistiche, copiando le collezioni di arte antica di proprietà medicea. Nella zona esisteva sin dal medioevo un'area verde probabilmente recintata, come ci testimonia il toponimo antico di Cafaggio cioè parco, riserva di caccia. essendo in pieno "quartiere mediceo", a pochi passi dal Palazzo Medici e dalle chiese patronate di San Marco e San Lorenzo , qui i v ari membri avevano acquistato numerose case. Una di queste venne presa da Cosimo il Vecchio nel 1455 e a ridosso di essa, attorno al 1475 , Clarice Orsini , moglie di Lorenzo, decise di acquistarlo dai monaci di San Marco . Qui più tardi Lorenzo vi collocò la sua collezione di sculture antiche comprate in larga parte a Roma .

L'importanza di questo luogo nelle vicende artistiche del Rinascimento è fondamentale perché qui Lorenzo stesso fondò una scuola d'arte molto esclusiva, prendendo alcuni giovani artisti promettenti soprattutto dalla bottega di Domenico Ghirlandaio , fra i quali Michelangelo , Baccio da Montelupo , Francesco Granacci , Pietro Torrigiani , ecc., mettendoli sotto il patrocinio del rodato scultore Bertoldo di Giovanni , che fece sì che apprendessero i rudimenti artistici, copiando le sculture classiche ed esercitandosi sia con il disegno sia con la scultura, sia con altre tecniche.

Lorenzo stesso soprintense alla scuola e si raccontano alcuni aneddoti su di lui e il giovane Michelangelo, come quello relativo alla Testa di un fauno vecchio che il grande scultore, allora quindicenne, aveva copiato da un'opera più antica. Per perizia aveva realizzato la bocca aperta invece che chiusa, in modo da mostrare la lingua e i denti e quando il Magnifico la vide, per burlarlo, lo rimproverò facendogli osservare che i vecchi di solito non avevano una dentatura tanto perfetta. Allora Michelangelo, mentre Lorenzo proseguiva il giro del giardino, sveltamente ruppe un dente e trapanò la gengiva, aspettando che Lorenzo gli ripassasse davanti, il quale rimase sorpreso dalla prontezza e dalla semplicità d'animo del giovane. Questa sarebbe stato l'occasione che spinse Lorenzo a chiedere al padre del ragazzo, Ludovico, di poterlo affiliare, tenendolo presso di sé nel palazzo di Via Larga , dove in effetti Michelangelo visse fino alla morte del suo protettore nel 1492 (la presenza di Michelangelo nel giardino è ricordata da due targhe, una su via Cavour e una nella corte interna dell'isolato vicino a Piazza San Marco , all'altezza della terrazza di palazzo Socci , in via San Gallo ).

Con le successive cacciate dei Medici l'area fu dismessa e gradualmente edificata, entrando a far parte del parco del Casino di San Marco (oggi Corte d'Appello di Firenze), fino all'Ottocento quando tutta la zona fu oggetto di una riqualificazione con la costruzione di piazza dell'Indipendenza e via San Leopoldo , e nell'occasione sorsero gran parte dei palazzi signorili odierni.


In realtà A. Chastel, (in "Arte e umanesimo a Firenze"*), nel Capitolo dedicato alla leggenda medicea, propone una rilettura degli aspetti del mecenatismo di Lorenzo il Magnifico e dell'ipotetica fondazione della Scuola di San Marco. In particolare pone l'accento sulla scarsa attendibilità legata all'esistenza della scuola, supportata dalla mancanza di documentazione e dalle lacune presenti nelle "Vite" di Vasari, unica fonte in cui viene descritta la scuola. In pratica, secondo Chastel, Vasari amplificò l'azione di Lorenzo in campo artistico rinascimentale a causa della profonda amicizia con il Granduca e per spiegare e supportare ulteriormente la formazione toscana di Michelangelo.

 

 

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