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Orti Oricellari
Gli Orti Oricellari sono un giardino monumentale di dimensioni medio piccole nell'omonima via vicino a Santa Maria Novella , a Firenze . Confina con il Palazzo Venturi Ginori del quale era una dipendenza. Appartennero alla famiglia Rucellai , della quale Oricellari è una variante più antica del nome di famiglia.
Storia
I Rucellai
Il giardino sorse alla fine del Quattrocento quando Bernardo Rucellai e sua moglie Nannina de' Medici , sorella maggiore di Lorenzo il Magnifico , acquistarono il terreno e vi crearono palazzo e un giardino. Il carattere da mecenate della famiglia Rucellai, similarmente ai Medici ospitò qui le sedute dell' Accademia platonica che ospitò alcuni dei più importanti letterati e uomini di cultura dell'epoca, come Niccolò Machiavelli (che qui presentò i suoi Discorsi ), Jacopo Nardi e papa Leone X . L'Accademia aveva infatti dovuto spostarsi qui dalla Villa di Careggi dopo la seconda cacciata dei Medici ( 1498 ).
Nelle vicinanze del giardino aveva luogo anche il processo di tintura della lana attraverso l' Oricello , un lichene, e l'ammoniaca (derivata dall'urina), che aveva fatto la fortuna della famiglia Rucellai e dei panni fiorentini tinti del tipico rosso violaceo. Questo procedimento fu un importante sviluppo della scienza chimica applicata alla tintura.
Le sorti dell'Accademia furono alterne: dopo che la direzione degli incontri era passata ai figli di Bernardo Rucellai, Palla e Giovanni , vi fu una prima accusa di congiura. Nell'Accademia si parlava spesso di politica e questi discorsi cadevano inevitabilemnte sulla questione repubblicana, con le antiche libertas sempre più appannate dalla crescente dominazione dei Medici . Nel 1513 una congiura vera e propria ebbe come sfondo le idee che circolavano nel circolo accademiaco degli Orti, e vi furono alcuni arresti, tra i quali Niccolò Machiavelli , il quale però ebbe una lieve pena confrontata con la tortura e la condanna a morte dei due maggiori responsabili: Pietro Paolo Boscoli e Agostino Capponi . Questi avevano accusato, sotto tortura, anche altri nomi di appartenenti al circolo degli Orti, con la conseguenza di una maggior controllo da parte della polizia medicea, ma che comunque non ne comportò la chiusura. Nel 1516 Leone X assistette qui alla tragedia Rosmunda di Giovanni Rucellai .
Nel 1521 di nuovo alcuni membri dell'accademia, sempre più antimedicea, complottarono per l'eliminazione del cardinale Giulio de' Medici , allora capo di fatto di Firenze: essi erano Zanobi Buondelmonti , Jacopo da Diacceto e Luigi Alamanni . Una volta scoperti due di loro vennero giustiziati ( 1522 ), mente solo l'Alamanni riusucì a fuggire in Francia. La chiusura definitiva dell'Accademia avvenne nel 1523 .
I Medici
Cinquant'anni dopo, nel 1573 , la proprietà fu acquistata da Bianca Cappello , la celebre amante di Francesco I de' Medici , stanca del palazzo in Via Maggio . Essa riportò per un periodo il giardino agli antichi splendori.
Alla metà del Seicento, il cardinale Giovan Carlo de' Medici , venuto in possesso della villa e del parco in seguito a complesse vicende ereditarie, si fece promotore un'importante serie di lavori, creando un giardino con impianto all'italiana . La decorazione del giardino si ispirò all'opera di Bernardo Buontalenti a Pratolino sia per l'uso di giochi d'acqua, sia per la presenza di statue gigantesche, in un ambiente caratterizzato da scene araldiche ispirate alla mitologia classica .
Fra le numerose vedute ed effetti scenografici spiccava la statua ciclopica di Polifemo che beve all'otre di Antonio Novelli , alta ben 8,40 metri e realizzata in muratura intonacata con struttura in ferro, la stessa tecnica utilizzata dal Giambologna per la statua dell' Appennino a Pratolino . L'acqua per le fontane proveniva niente meno che da Boboli , sfruttando il sistema di canalizzazione presente lungo via Maggio ed il Ponte Santa Trinita . Nello stesso periodo, sempre ad opera del Novelli, fu realizzata ancha la Grotta degli Orti ipogea, composta da due camere comunicanti decorate da spougne e statue in atteggiamento dinamico raffiguarnti i Venti . La prima stanza ha forma ellittica, mente la seconda è di forma rettangolare con affreschi raffiguaranti le ninfe.
Nel 1640 attraverso complessi passaggi ereditari tornò ad essere del ramo granducale della famiglia Medici ed in seguito fu venduto ad altre famiglie, analogamente ad altre proprietà ormai ritenute secondarie.
L'Ottocento
L'entrata su via Orti Oricellari
Nei primi dell'Ottocento il Marchese Giuseppe Stiozzi Ridolfi fece alcune consistenti modifiche, incaricando l'architetto Luigi Cambray Digny di creare un giardino romantico o all'inglese secondo la moda allora dominante. Il progetto prevedeva, seppur nello spazio ristretto del parco, percorsi sinuosi, collinette, piccoli specchi d'acqua, statue ed effetti di rovine. Un asse centrale culminava nel Tempietto di Flora, e gli elementi preesistenti principali come il Polifemo e la Grotta vennero inglobati in questa nuova sistemazione. Esisteva un preciso programma finalizzato alla creazione di un percorso iniziatico, tramite l'uso di elementi simbolici, tratti sotterranei ed iscrizioni, che portassero al Pantheon degli Accademici Neoplatonici , destinato ad accogliere la memoria di illustri exempla virtutis : un monumentale sepolcreto in stile classicheggiante ispirato da una fede tutta laica e pagana per la storia e la filosofia. Nel 1832 Emilio Burci pubblicò una serie di incisioni raffiguranti gli Orti Oricellari, con vedute dell'abbazia di Sant'Anna, del tempietto di Venere, delle vestigia dell'antico tempio e del circo, del colosso di Polifemo e della grotta, del giardino dei fiori , della fortezza, del torrino e del Pantheon.
Nel 1861 ci fu un nuovo cambio di proprietario, con la Principessa Olga Orloff che incaricò Giuseppe Poggi , l'architetto dei futuri Viali di Circonvallazione e del Piazzale Michelangelo , di ammodernare la villa ed il giardino. Poggi creò un progetto classicheggiante che prevedeva il ripristino del laghetto dal quale emergesse la statua di Polifemo.
L'epoca odierna
Sebbene il laghetto oggi non esista più, la fisionomia del progetto del Poggi è ancora quella visibile nel giardino odierno, nonostante successive alterazioni, fra le quali l'ulteriore riduzione con il taglio di Via Benedetto Rucellai all'epoca di Firenze Capitale.
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