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 Torre della Zecca - Firenze

Torre della Zecca

La Torre della Zecca chiudeva le mura di Firenze verso l' Arno a est, per questo si può parlare di "torre terminale". Oggi si trova isolata in mezzo a uno svincolo stradale dei Viali di Circonvallazione in testa all'omonimo Lungarno della Zecca Vecchia .

Storia e architettura

Il nome deriverebbe dal fatto che al suo interno ospitò l'Officina della Zecca, dove venivano coniati i fiorini della Repubblica fiorentina , grazie a magli azionati dalla forza dell'acqua. La Zecca anticamente è stata anche nei pressi di Palazzo Vecchio , dove veniva utilizzata l'acqua del torrente Scheraggio che correva lungo l'attuale Via della Ninna (vedi chiesa di San Pier Scheraggio ).

Prima della demolizione ottocentesca dell'ultima cerchia di mura (quella del 1282 - 1333 ), la torre sorgeva in mezzo ai resti di una fortezza smantellata, inoltre in questa zona erano presenti numerose gore con mulini e altri edifici.

Anticamente nella vicinanze si trovava l'apertura vera e propria delle mura, la secondaria Porta della Giustizia, così chiamata perché vi passavano i destinati alla condanna a morte, verso il luogo dei patiboli , situato fuori dalle mura vicino alla Torre della Zecca.

Oggi la torre si presenta semplice e massiccia, con alcune piccole feritoie e senza merlatura . All'ultimo piano esiste una terrazza dalla quale si gode un bel panorama. Per raggiungerla si devono salire alcune strettissime scale in pietra, per questo non è accessibile al pubblico. All'interno della torre esistono più stanze un tempo usate dai soldati di guardia, con soffitti voltati.

Inoltre la torre presenta alcuni ambienti ricavati nei piano sotterranei, dai quali si dipana un serie di stretti corridoi fognari coperti da volte, in un reticolo molto fitto che si estende in più direzioni. Uno di questi corridoi passerebbe sotto l'Arno e permetterebbe di raggiungere l'altra sponda, ma oggi non è più praticabile in quanto allagato. Negli anni Cinquanta alcuni di questi ambienti furono usati da un circolo ricreativo, del quale resta uno spettrale bancone in pietra, i residui dell'impianto elettrico ed i servizi igienici.

Un targa all'esterno riporta alcuni versi danteschi che ricordano l'Arno.

« Per mezza Toscana si spazia /

un fiumicel che nasce in Falterona, /

e cento miglia di corso nol sazia. »
( Pg XIV , 16-18 )

 

 

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